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giovedì 1 novembre 2012

Elefanti nel Chobe NP




Questi elefanti del Chobe National Park hanno un grande vantaggio: possono attraversare il fiume Chobe e muoversi liberamente fra il Botswana, lo Zimbabwe, la Namibia e lo Zambia, alleviando un po' l'elevata concentrazione di esemplari.
Ciò di cui i pachidermi hanno bisogno, più di ogni altra cosa, è lo spazio, dunque gli attuali ambiziosi progetti per creare aree protette transnazionali, o "parchi della pace” come sono stati anche definiti, rappresentano una delle migliori possibilità per la stabilità a lungo termine della loro popolazione. I parchi transnazionali, come dice il nome, sono vaste riserve di caccia a cavallo di una o più frontiere. I confini degli Stati africani, notoriamente arbitrari, decisi a tavolino da potenze coloniali rivali senza riguardo per gli ecosistemi né per la distribuzione etnica, hanno bloccato le antiche rotte migratorie degli animali. Secondo gli attuali progetti alcuni di questi ecosistemi verranno ricomposti, se non tramite riserve di caccia vere e proprie, mediante "corridoi" nei quali la conservazione sarebbe considerata prioritaria e gli animali potrebbero muoversi liberamente.
Fra queste nuove aree protette, quella che riunisce il Kruger National Park, in Sudafrica, il Conarezhou National Park, nello Zimbabwe, e il Limpopo National Park, una grande area per safari in Mozambico, è di gran lunga il più grande.
Il superparco che ne è derivato, il Great Limpopo Transfrontier Park, è il più vasto d'Africa e con il tempo diventerà il nucleo di un'area protetta a "uso misto", con una superficie di 155.000 chilometri quadrati, un'estensione pari a metà di quella dell'Italia. Attualmente il Limpopo è rimasto quasi privo di animali, spazzati via dalla lunga guerra del Mozambico, mentre il Kruger ne ospita sin troppi, in special modo elefanti. Il nuovo superparco potrebbe risolvere il problema della sovrappopolazione elefantina del Kruger per molti anni a venire.