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sabato 24 novembre 2012

Shango-Hèviosso, l'incandescente (Benin)

Shango (in lingua yoruba), Xevieso (per gli Ewe del Togo e del Ghana) e llòviosso (in fongbè in Benin) è uno degli Orisha-Vodoun più popolari e conosciuti, sia in Africa sia in Brasile. Nel Nuovo Mondo è sincretizzato con san Gerolamo e ci sono addirittura dodici diversi Xango, mentre a Recife il suo nome è divenuto sinonimo delle cerimonie religiose afro-brasiliane. Nella Santeria cubana (Chango), dove egli lia dodici aspetti (caminos), è assimilato a santa Barbara. Storicamente, Shango fu il terzo re di Oyo (.Alaafin Oyo), la capitale della confederazione degli Yoruba, che in Benin si chiamano (A)Nago. Lo racconta una leggenda degli Yoruba della Nigeria.

Il dio del fulmine

Shango-Hèviosso è virile e gagliardo, violento e giustiziere: egli castiga i mentitori, i ladri e i malfattori. Per questo, la morte causata dal fulmine è infamante e quelli "uccisi" dal dio vengono sepolti lontani dal villaggio in un luogo esposto al calore rovente del sole africano. È il cimitero di quelli che gli Ewe chiamano i morti cattivi (mauvais morts). Una casa colpita dal fulmine è una casa segnata dalla collera di Shango; il proprietario dovrà pagare forti ammende ai sacerdoti del dio che vengono a cercare tra le macerie

le èdùn arà (in yoruba) o sokpó (in fongbè), le pietre del fulmine, lanciate da Shango e affondate nel terreno là dove il fulmine ha colpito il suolo.

Il cibo degli dèi

Queste pietre del fulmine, in realtà asce neolitiche, sono considerate il feticcio di Shango, nelle quali risiede la sua potenza, il suo terribile àsé: su di esse viene versato il sangue dell'animale sacrificato per mante­nerne la forza e la potenza.
L'emblema di Shango è la doppia ascia sti­lizzata (osfté).
Presso i Fon del Benin, che lo chiamano Hèviosso, il suo emblema è un'ascia sempli­ce (sosszoW), che spesso diventa la testa di un montone che sputa il fulmine.
Il montone (ariete) è infatti l'animale prefe­rito di Shango: i suoi violenti e improvvisi colpi di testa ricordano la repentinità della folgore e il suo sangue gli è particolarmen­te gradito.
Il sangue nella religione vodoun è una spe­cie di sacra "benzina" che alimenta le divi­nità: tanto più sangue sarà versato, tanto più la divinità sarà soddisfatta e si manifesterà allora "montando" i suoi fedeli in preda a una trance folgorante.
Shango-Hèviosso è il patrono dei dongio­vanni e dei temperamenti focosi.
Nel rovente Orisha si riconoscono le persone dotate di grande vitalità, assai sensibili al fascino del sesso opposto e provviste di un grande senso della giustizia.
I "ligli" di Shango sono molto signorili e cor­tesi, un po' megalomani; hanno però un temperamento esplosivo: non tollerano la minima contraddizione e, incapaci di con­trollarsi, esplodono in scoppi d'ira terribili e inarrestabili.
Fisicamente, come ci insegnano i padri bra­siliani del santo, i responsabili dei templi, essi hanno una spiccata tendenza all'obe­sità, sono buone forchette, grandi bevitori e incalliti viveurs, amanti del sesso e dei pia­ceri materiali.