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mercoledì 5 dicembre 2012

Un meccanico molto speciale

Tutto l'universo fisico e spirituale di un Africano è permeato da una grande varietà di spiriti e forze invisibili, immanenti e non trascendenti. In altri; parole, per l'Africano "animista" tutte le realtà esistenti, animali, vegetali e minerali, possiedono una vita e un'anima.
A Cotonou, in Benin, sono i sacrifici al Vodoun Ogoun (in yoruba), Goun (in fongbè) o Gu (in ewegbè), dio della guerra e del ferro, che garantiscono ai proprietari il funzionamento delle decine di migliaia di zemidjan, le piccole moto usate come taxi. Al meccanico ci si rivolge eventualmente in un secondo tempo, ma solo quando Ogoun ha rifiutato la sua assistenza. In altri termini, come ha scritto Paul Hazoumé, nella mistica africana animista «si verifica una divinizzazione degli elementi, dei fenomeni, delle forze, delle malattie e degli esseri della natura, della materia non per se stessa ma piuttosto come luogo di elezione di uno spirito, come l'espressione di una volontà della divinità.
Louis Vincent Thomas ha ben definito la religione africana «un monoteismo ontologico all'interno di un politeismo liturgico». Non c'è quindi da stupirsi se Antenati, forze invisibili e divinità vodoun coesistono con il grande dio creatore. Nella religione vodoun, per gli Yoruba della Nigeria e i Nago del Benin, il dio creatore si chiama Olodumarè. Egli è un dio lontano, inaccessibile, indifferente alle preghiere e alle sorti degli uomini e al di là della loro comprensione. Né morale né giusto, fluttua al di sopra dei fatti contingenti. A lui non è riservato alcun culto.